A che età fare la prima visita per l’apparecchio?

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È un po’ come chiedere a che età fare la prima visita dal pediatra. Da genitori normalmente apprensivi, appena usciti dal reparto di ostetricia siamo andati dal pediatra. Nostro figlio molto probabilmente non era ancora malato, ma il senso della visita era: È tutto a posto?

Facciamo la stessa cosa, andiamo presto dall’ortodontista perché la bocca di nostro figlio cresca in modo sano ed equilibrato.

Appena sono spuntati tutti i dentini da latte. O quasi…

Di solito attorno ai tre anni i bambini hanno già tutti i dentini da latte e si può accompagnarli a conoscere il dentista e l’ortodontista. Spesso sono due professionisti diversi, perché hanno competenze diverse, ma lavorano assieme per la salute della bocca. E’ l’ortodontista che si occupa di come crescono e si sviluppano i denti, le arcate dentarie, le ossa della faccia e sorveglia la normale evoluzione delle funzioni collegate, soprattutto la respirazione e la deglutizione.

Più prevenzione, meno apparecchi

Una alimentazione curata ed equilibrata, vie respiratorie ed orecchie sempre sotto controllo, poche ma ferree regole di igiene dentale sono una buona pratica per prevenire problemi di crescita facciale.

I cibi di una certa consistenza, ricchi di fibre, di vitamine e calcio devono entrare presto nelle abitudini alimentari dei bambini, perché aiutano la mineralizzazione dei denti permanenti ( latte e derivati) e contribuiscono a stimolare una corretta masticazione e deglutizione ( frutta e verdura fresca).

Preoccupiamoci poi che nostro figlio respiri sempre bene con il naso: controlliamo se russa anche quando non ha il raffreddore, facciamo un controllo in più dal pediatra o dall’otorinolaringoiatra se ha spesso otiti ricorrenti o sospettiamo un’allergia respiratoria. Respirare con il naso è essenziale per sviluppare in modo equilibrato il palato e l’arcata superiore e per mantenere una deglutizione corretta e funzionale.

Svezziamolo appena possibile dall’uso del biberon e proponiamogli cucchiaio, tazza o bicchiere. Inventiamo strategie accattivanti per fargli bere il latte in modo diverso (con i cereali che gli piacciono di più, nel bicchiere super colorato). In questo modo non prolunghiamo l’abitudine alla deglutizione infantile tipica dei neonati che può modificare la forma delle arcate anche in modo importante.

Intercettare in tempo deviazioni e problemi

A volte però, i problemi esistono già, indipendentemente dalle nostre buone abitudini. Malformazioni della struttura ossea del mascellare o della mandibola, congenite o ereditate , si manifestano già nella primissima infanzia. E’ importante identificarle presto per sorvegliarne l’evoluzione e pianificare il momento più opportuno per intervenire con un trattamento adeguato.

Per questo è importante sottoporre i bambini a controlli periodici durante lo sviluppo della dentatura decidua e permanente e, a volte, anche fino alla fine dello sviluppo scheletrico, per seguire la crescita di tutta la struttura mascellare e facciale. 

Proprio come fa il pediatra con le visite annuali, l’ortodontista è così in grado di controllare che lo sviluppo di denti e ossatura avvenga in modo armonico e regolare. Così, nel caso compaiano dei problemi, è in condizione di effettuare interventi precoci, che sono, spesso, più semplici e più brevi di trattamenti iniziati quando il problema è diventato ormai troppo importante.

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