Prevenzione diagnosi e controllo dentale: 3 parole magiche per la salute!

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PREVENZIONE: “insieme di azioni finalizzate a ridurre le probabilità che un evento indesiderato si verifichi”.

Per la salute del cavo orale, prevenzione significa anche filo interdentale e spazzolino usati quotidianamente. Il filo va usato almeno una volta al giorno perché il suo compito è quello di disgregare la placca batterica che si accumula fisiologicamente durante il giorno.

E’ uno strumento molto prezioso nella sua semplicità, perché passato sulle superfici dei denti a contatto, disgrega la placca tra dente e dente e facilita il lavoro delle setole dello spazzolino. Richiede un po’ di manualità, e non in tutte le bocche si riesce ad usare, ne esistono di diversi tipi (cerati, non cerati, con la spugna, a banda) ma il suo uso, una volta al giorno è ideale perché la placca ha un ritmo di aggregazione. Intervenendo ogni 24 a disgregare la placca, la probabilità che la placca si aggreghi provocando lo stato infiammatorio, si abbassa.

L’uso ripetuto quotidiano dello spazzolino, rimuove i residui di cibo, spazzola le superfici dentali, spazzola le gengive e interrompe i continui tentativi della placca di aggregarsi e svilupparsi. Spazzolando i denti 3 volte al giorno, la probabilità che la placca si aggreghi e sviluppi si riduce. Lo spazzolino va cambiato spesso, ogni mese se manuale, ogni 3/6 mesi se elettrico. Le setole perdono tonicità con l’uso e lavarsi i denti con uno spazzolino dalle setole usurate, riduce l’efficacia dell’azione. Mangiare sano, è un’altra delle azioni di salute. La bocca è un sistema dal delicato equilibrio, dove ph, igiene, e masticazione concorrono a mantenere in equilibrio lo stato di salute.

DIAGNOSI: la diagnosi è un atto medico, una procedura di analisi e valutazione che il medico compie prima di proporre una qualsiasi terapia.

L’odontoiatria come prima cosa, ascolta la storia medica del paziente, per capire se vi sono malattie sistemiche che possono condizionare o influenzare o determinare la diagnosi nel cavo orale. (Il paziente è diabetico? cardiopatico? Sta facendo terapie farmacologiche? Anche temporanee?). Poi passa all’esame obiettivo, ovvero osserva attentamente lo stato di salute di denti e gengive, e indica nella cartella clinica tutto ciò che è visibile a occhio nudo.

Per conoscere lo stato di salute delle radici e delle strutture ossee, si avvale delle radiografie. Può richiedere radiografie panoramiche, in cui si ha una visione completa, e/o radiografie endorali, che grazie alla tecnica parallela hanno un elevato indice di precisione e consento una visione accurata di ciò che esiste dentro nell’osso e dentro nel dente. Può aiutarsi con delle fotografie, che fissano lo stato di inizio dell’incontro. Le fotografie non mentono, al pari delle radiografie, fissano lo stato in cui ci si è presentati all’osservazione e stabiliscono il punto di partenza oggettivo della situazione. Nei casi complessi, può richiedere delle impronte, tradizionali o digitali a seconda di cosa gli serve, ed esami radiografici di tipo TAC ed elaborazioni tridimensionali.

Raccolti tutti i dati utili allo studio del caso, il medico odontoiatria, formula la diagnosi, che consiste nel conoscere la vasta gamma di patologie del cavo orale, analizzare i dati raccolti e procedere nell’identificare la patologia. (Quando si sente dire “carie di quinta classe o del colletto al canino inferiore destro” l’odontoiatria sta formulando la diagnosi, perché ha stabilito che quel sintomo (macchia? fastidio? nessun sintomo?) corrisponde a una carie, identificando così la patologia.

Questo è uno degli esempi più semplici, nel cavo orale si diagnosticano purtroppo anche malattie di maggiore gravità, ma è fatto apposta per sottolineare che anche ciò che sembra semplice, di fatto è il frutto di studio, conoscenza, esperienza, ed è il punto di partenza per identificare la terapia esatta, perché quella carie del canino, ha sicuramente linee guida, buone prassi e approcci riconosciuti che indicano qual è la cura ideale.

CONTROLLO: Il controllo periodico è la terza parola magica di salute.

Immaginiamo di non essersi presi cura della propria bocca con le azioni di prevenzione (scarsa igiene orale e alimentazione ricca di cibi cariogeni) e di essersi sottoposto a una diagnosi e terapia delle patologie riscontrate nel cavo orale. Se l’episodio di trascuratezza resta singolo, e si avvia un buon programma di controllo periodico la probabilità che si sviluppino nuove patologie del cavo orale, si riduce.

Il controllo periodico può essere necessario ogni 3-4 mesi per i pazienti con ridotta manualità o malattie sistemiche presenti, che influiscono sullo stato di salute di denti e gengive, ogni 6-8 mesi per i pazienti con un’igiene orale sufficiente, ogni anno per i pazienti con buona manualità, assenza di malattie sistemiche, occlusioni corrette.

 

Articolo pubblicato su InFormaSalute di Giugno / Luglio 2018 a pag. 35
“PREVENZIONE DIAGNOSI CONTROLLO: 3 PAROLE MAGICHE PER LA SALUTE!”.

Clicca l’immagine e scarica InFormaSalute di Giugno / Luglio 2018.

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