Mi hanno invitato a raccontare l’esperienza che ho avuto eseguendo l’intervento bimascellare con il metodo Columbus Bridge protocol, consigliato ed eseguito dal dottor Christian Alberti.
Forse devo fare una premessa per spiegare meglio la mia esperienza.
Io sono una persona che la paura non fa solo 90, ma 180 e oltre, specialmente per quanto riguarda il dentista.
Così mi sono ridotta ad avere una bocca che assomigliava ad un campo di battaglia, dalla parte dello sconfitto.
Questo mi ha comportato ad avere dei disagi a livello socio/relazionale, perché non poter sorridere davanti agli altri è frustrante, ma non abbastanza per trovare il coraggio di affrontare il dentista.
Finchè un giorno un bambino della mia scuola mi ha detto: “Maestra, ma quando ti crescono i denti? …io ne ho persi due ma mi stanno già crescendo …ma tu lo bevi il latte? …”
Ecco, L. mi ha svegliato dal mio torpore e dovevo decidermi, ma volevo una cosa veloce, soprattutto senza dolore.
Ho comunicato mio marito la mia decisione, il quale si è dato da fare per cercare il nome di un dentista iper-super paziente per la sua moglie iper-super fifona.
Gli hanno consigliato di rivolgersi al Dott. Alberti.
Fissiamo l’appuntamento, la paura di affrontarlo non è 90 ne 180, ma oltre 360!
Ricordo che non ho dormito, non riuscivo a pensare ad altro, l’unico pensiero positivo era: “Silvia adesso non scappi ma affronti!”
Sono arrivata al suo studio che non riuscivo nemmeno a camminare, avevo solo voglia di piangere e scappare; sono riuscita ad entrare, e nonostante mi consideri una persona educata non sono riuscita nemmeno a salutare chi mi ha accolto.
Il Dott. Alberti mi ha chiesto con molta calma e gentilezza di sedermi sulla poltrona, ma non ci sono riuscita; mi stava chiedendo troppo e lo ha capito offrendomi una sedia.
Ha iniziato a parlare e domandare come eravamo venuti a conoscenza del suo studio; io non riuscivo ad aprire bocca e mio marito ha parlato per me.
Il dentista mi ha fatto capire con il suo modo di fare che non aveva fretta, e che avrei avuto tutto il tempo di cui avevo bisogno.
Così dopo non so quanto tempo è riuscito a farmi sedere sulla poltrona e a farmi aprire la bocca; io avevo voglia solo di piangere e se non ricordo male l’ho anche fatto…!
Non volevo che mi giudicasse o che mi dicesse qualcosa, infatti non lo ha fatto; ha iniziato a parlare dei Columbus Bridge protocol e già due cose le avevo ottenute: tempi brevi e anestesia.
Ci ha lasciato andare senza chiederci nulla, dicendo che se volevamo, dopo un paio di giorni, ci avrebbe fatto avere un preventivo, e di consultare il sito per avere maggiori informazioni per poter prendere con calma una decisione.
Arrivata a casa sono andata alla ricerca in Internet, ed ho passato la notte ad informarmi… e ho preso la mie decisione: “Silvia, stavolta non si scappa!”
Siamo andati a ritirare il preventivo, abbiamo parlato ancora, io seduta sulla sedia, e poi senza ripensarci troppo il giorno dopo da sola sono andata a firmare il contratto e fissare la data dell’intervento.
Ero e sono fiera di me stessa!
Ora non si torna indietro!
Fatto l’Inter che parte dalla radiografia delle arcate dentali alle analisi del sangue, dalla visita con l’anestesista alla conoscenza dell’odontotecnico, tutto è stato fissato per Mercoledì 15 Luglio.
Parto per una vacanza al mare, non voglio pensare vedere e sentire nessuno riguardo l’intervento.
Mi sono detta: “Sarà come il parto… diverso per tutte… meglio non sapere!”
Ritorno dalle vacanze il 12, e per i giorni che mi rimangono prima dell’estrazione dei denti mi tengo molto impegnata per non pensare; Mercoledì 15 arriviamo allo studio. “Silvia, scappa!” … “NO!!!”
Vengo accolta e con calma mi fanno sedere. Accennano a qualche battuta ma io sono pietrificata. Mi concentro sulla musica di sottofondo.
Inizia il lavoro.
“Brava Silvia! sono orgogliosa di te… bisogna farlo!”
L’anestesia ha il suo effetto: presente, ma con nessun dolore; bene, la prima arcata è fatta, tutto sommato mi do della cretina per non averlo fatto prima!
Andiamo con la parte inferiore, e qui mi addormento del tutto e mi risveglio che il mio dentista mi dice: “Hai sognato di essere alle Maldive?”
Esco dalla stanzetta e trovo ad aspettarmi il marito e mia figlia, che mi dicono: “Brava!”
Ci rivediamo sabato per mettere i denti nuovi.
Vado a casa di mia figlia, fa molto caldo ed un luogo con l’aria condizionata può essere di giovamento; poco dopo ho una piccola emorragia.
Ritorno allo studio spaventata ma la calma del dentista mi rassicura, con altri punti si è risolto.
Il dottor Alberti chiede il numero di telefono a mia figlia e resta in contatto con lei chiedendo informazioni e dando consigli; tutto sommato non sento molto dolore, sopportabile con un po’ di Tachipirina.
Sono gonfia in faccia e ho ematomi in viso e sul collo.
Arriva Sabato, il giorno dei denti nuovi, vengo accompagnata da mio figlio – il coraggioso – allo studio; non so cosa mi aspetta, so solo che lo devo fare.
Sono gonfia ed infastidita anche a livello nervoso.
Inizia il lavoro e inizio ad avere male. “Silvia resisti!”
Alcune lacrime mi scendono, capiscono che sto soffrendo e fanno di tutto per rassicurarmi tenendomi calma e l’arcata superiore è fissata.
Ora il momento dell’arcata inferiore; il dolore aumenta, non ce la faccio più, il dottor Alberti mi dice che non c’è fretta: “Vuoi un po’ di anestesia? … sta andando tutto bene… se ti fa star meglio piangi senza remore…”
L’assistente di poltrona mi consola e fa il possibile per essermi di conforto, e dopo qualche patimento da parte di tutti il lavoro giunge al termine.
“Finito, ora non puoi che stare meglio!”
Una frase che è facile a dirsi, ma mi veniva da dire: “Ma cosa ho fatto? I miei denti vecchi e brutti non mi facevano male!”
Per tutto il fine settimana il dentista si è tenuto in contatto con mia figlia e questo mi rassicurava; gli mandavamo le foto della mia faccia (che cosa speciale e la tecnologia) e ci rispondeva che è tutto nella norma e che tutto procedeva bene.
Domenica pomeriggio decido di ritornare a casa mia, mi sono trovata benissimo da mia figlia la quale mi coccolava e mi prestava mille attenzioni, ma accidenti dovevo rialzarmi per non continuare a commiserarmi.
In fin dei conti non sentivo male, era un fastidio sopportabile e del tutto controllabile con la Tachipirina.
Essere a casa propria e a proprio agio mi ha portato giovamento, già Lunedì mi sembrava che il viso fosse meno gonfio e le gengive che mi dessero meno fastidio.
E’ tempo del primo controllo. Bene, tutto procede, sono contenta.
Tornata a casa visto il caldo di questi giorni non posso fare altro che stare ferma e cercare in Internet ricettine per pranzetti liquidi da non dover masticare.
“La Ferrari che ho in bocca è ancora in rodaggio e per masticare devo ancora aspettare.”
Con mio stupore scopro che la mia dieta liquida che può sembrare un po’ deprimente può non esserlo.
Ogni giorno che passa mi sento meglio, già a distanza di una settimana non sono più gonfia e gli ematomi si sono tutti assorbiti, e sento sempre di più che i nuovi denti fanno parte della mia bocca.
Come concludere?
Io ho aspettato tanto, senza dubbio troppo tempo ad affrontare, in modo sereno, la poltrona del dentista; questo non lo consiglio a nessuno!
Capisco chi come me, per un motivo o per l’altro, arriva ad avere una bocca come la mia, con niente da salvare, ma mi viene anche da dire: “Ce l’ho fatta, io che avevo una paura folle…!”
Non è stata una semplice passeggiata, ma tutto sommato non è stata tanto dolorosa (ad eccezione di qualche momento).
Sì, ho anche sentito male quando mi hanno messo i denti, ma mi hanno assicurato che non a tutti succede così.
Mi sono sempre sentita seguita e mai sola nell’affrontare questo mio percorso.
Una decina di giorni dopo l’intervento ho voluto andare a trovare mia sorella, la quale, oltre a dirmi “Menomale!” mi ha fatto i complimenti per la mia bocca.
In effetti mi sentivo bella! Posso sorridere e ridere senza vergognarmi della mia dentatura.
Dopo due settimane ho superato la prova amiche, le quali hanno apprezzato il mio sorriso; mi sento più sicura ad affrontare la gente, non devo più pensare di come tenere la bocca.
La Columbus Bridge protocol mi sta migliorando la vita, che già consideravo bella, ma adesso ancor di più; francamente non mi interessa molto il giudizio che danno gli altri riguardo la mia bocca, perché io sto bene.
Ancora una cosa.
Grazie, grazie a tutto lo staff, grazie alla mia famiglia che mi ha sostenuto e ha permesso che non mollassi, veramente grazie… e… grazie Christian

Silvia

  • Tutto ebbe inizio con uno spicchio di pizza, che mi costrinse a rinunciare definitivamente i miei incisivi; il ponte che da trent'anni li sorreggeva aveva ceduto. Prosegui la lettura

    C.S.
  • Dopo un lungo periodo di valutazione sui metodi più appropriati per risolvere il mio problema estetico e funzionale, con la sua professionalità il Dott. Alberti mi ha proposto il “Columbus Bridge Protocol”. Prosegui la lettura

    Mara
  • Mi chiamo Letizia è quello che sto per raccontare è una bella esperienza vissuta in uno studio dentistico, anzi, non studio dentistico qualsiasi, ma nello studio dentistico del dottor Alberti Christian. Prosegui la lettura

    Letizia
  • Sono la figlia di una paziente di 56 anni alla quale è stato consigliato e, successivamente, realizzato, il Columbus Bridge Protocol. Prosegui la lettura

    Eva e Cinzia
  • Avevo accettato tutto con la giusta filosofia del tempo che passa: rughe, qualche chilo in più, ma non potevo trovare l'accettazione della protesi rimovibile. Prosegui la lettura

    Anita
  • Dopo anni di avvilimento, un giorno sono entrata nello studio del dottor alberti. Ho ascoltato le sue franche parole, il tatto con cui le esprimeva e si e' riaccesa la speranza. Prosegui la lettura

    Graziella
  • Mi hanno invitato a raccontare l'esperienza che ho avuto eseguendo l'intervento bimascellare con il metodo Columbus Bridge protocol, consigliato ed eseguito dal dottor Christian Alberti. Prosegui la lettura

    Silvia
  • Abbiamo avuto da subito informazioni complete relativamente ai vantaggi e rischi riguardo all’intervento; completa disponibilità per i tempi di realizzazione. Prosegui la lettura

    Flavio e Gloria
  • Mi chiamo andrea, ho 48 anni, sono portatore di pace maker dal 03/2011. Prosegui la lettura

    Andrea
  • Il problema che mi ha portato allo Studio del Dottor Alberti era sia estetico che funzionale: era un disagio enorme avere i denti guasti che rovinavano il mio sorriso ma, soprattutto, non riuscivo quasi più a mangiare. Prosegui la lettura

    BN
  • Consapevole della situazione dentale, dopo vari consulti con specialisti, dal 2005 ho sempre tentennato, procrastinato e non agito. Ritenevo la chirurgia proposta “datata”, non attuale, invasiva e con timore che non possa essere risolutiva, dolorosa e prolungata. Prosegui la lettura

    Anonimo
  • Da paziente posso solo dire che questo tipo apparecchio funziona davvero e i fastidi svaniscono nel giro di 2/3 giorni, d'altronde la bellezza ha un prezzo. Prosegui la lettura

    Anonimo
  • ...volevo solo dirti che mi son trovata benissimo da voi! Anche se ho solo fatto una banale visita di controllo, Christian è stato bravissimo! Prosegui la lettura

    Martina
  • Colgo ancora l'occasione per ringraziare il dott. Alberti e tutto il suo staff. La mia Columbus oltre a darmi una bocca nuova mi ha dato una vita nuova... Prosegui la lettura

    Silvia

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